Fondazione Tavecchio

Assistenza sociale, sanitaria e socio sanitaria

Orto solidale Tutti giù per terra. Agricoltura sociale periurbana.
Il progetto è promosso dalla Fondazione Alessio Tavecchio Onlus in partnership con Fondazione ACRA, DESBri-Distretto di Economia Solidale della Brianza, CSV Monza Lecco Sondrio, Consorzio Comunità Brianza e con la collaborazione della Scuola Agraria del Parco di Monza.

Il terreno, sede dell’iniziativa, in via Papini a Monza, è di proprietà della Fondazione Alessio Tavecchio; già coinvolto nel Bilancio Partecipativo Comunale e nei progetti Freedom-up e #Coltivoanch’io, può avere un ruolo chiave di innovazione sociale, diventare modello replicabile per lo sviluppo di una filiera agro ecologica in un insediamento urbano e costituire una delle buone pratiche che contribuiranno a costruire “la Monza del domani”.

L’appezzamento di 12.000 mq è stato in degrado e abbandono fino a gennaio 2018. Attualmente sono state svolte attività di bonifica dagli inerti, di pulizia e rigenerazione del terreno per iniziare la coltivazione dell’orto, del vigneto e la piantumazione del frutteto. Il terreno è dotato di un casotto in rovina di 30 mq.

Il progetto in sintesi.
Il progetto si rivolge al quartiere Libertà di Monza, un tempo luogo di produzione agricola e cascine, che, in seguito allo sviluppo urbanistico degli anni ’80 e ’90, ha subito una forte riduzione degli spazi verdi ed è una delle aree più sottoposte a stress da consumo di suolo, con problematiche legate al
traffico.

L’Orto solidale “Tutti giù per terra” intende contribuire alla rigenerazione urbana dell’area integrando il modello della permacultura con l’agricoltura sociale, perseguendo il miglioramento della filiera corta sia per il cibo sia per l’energia, con un’agricoltura a vantaggio di tutti, dove tecnologia ed etica si fondono.

Il core project promuove infatti il rafforzamento delle pratiche di agricoltura sociale e agro-ecologica per l’inclusione, anche lavorativa, di soggetti svantaggiati e per l’accrescimento della resilienza della comunità locale.

Adottando soluzioni multi-obiettivo e interdisciplinari e grazie al contributo dei cittadini, degli altri enti del terzo settore e delle istituzioni, sarà possibile apportare benefici sinergici alle diverse componenti ecologiche, sociali ed economiche del progetto.
Nell’area, oltre alle pratiche agricole e alla creazione delle condizioni per sbocchi formativi e occupazionali delle persone in condizione di fragilità, verranno avviati canali di distribuzione per i prodotti della terra e un ristorante bio-solidale. Sarà poi un luogo di aggregazione e decompressione progettato per essere accessibile a tutti (design for all), dove organizzare attività didattiche, formative, creative ed eventi a tema che ne valorizzeranno l’aspetto sociale.

Soggetti coinvolti.
• 200 persone disabili
• 20 volontari
• 20 rifugiati
• 50 anziani
• 700 cittadini
• 1000 alunni delle scuole
• 700 cittadini

Obiettivi del progetto.
Tramite l’agricoltura sociale e biologica intendiamo:
• agevolare l’inserimento nel contesto relazionale e lavorativo di persone disabili e svantaggiate #progettazioneinclusiva
• rafforzare il legame con la comunità e incoraggiare la coesione sociale #coinvolgimentocomunitario
• mantenere la biodiversità in un ambiente cittadino e incentivare pratiche di orticoltura responsabili verso l’ambiente #svilupposostenibile
• promuovere la consapevolezza ambientale e il valore dell’inclusione specialmente nei giovani #lifestyle
• assicurare prodotti sani a Km 0 #orticulturadiprossimità
• valorizzare e rigenerare un quartiere periferico #eticaesetica
• promuovere reti con associazioni del terzo settore e partnership con privati e istituzioni #valorecondiviso

Strategia.
Considerando la complessità del progetto e le risorse necessarie, prevediamo lo sviluppo in 3 fasi principali:
1. Rafforzamento dell’esperienza pilota dell’orto con ampliamento / sistematizzazione delle pratiche agro-ecologiche e piantumazione di un vigneto di uve Barbera. Avvio delle attività di formazione dei beneficiari, engagement della collettività e degli stakeholder.
2. Messa a punto del set-up dell’orto per agevolare l’accessibilità alle persone disabili e, senza eccessi di progettazione, provvedere a orientare gli aspetti estetici e di sostenibilità. Specifiche attenzioni verranno dedicate alla zona boschiva e sarà allestito un giardino sensoriale con fiori ed erbe aromatiche.
3. Costituzione di una struttura organizzativa nuova, cooperativa agricola sociale o altra forma di social business, che avrà come scopo fondativo l’integrazione sociale dei cittadini più fragili e il loro inserimento lavorativo. L’intenzione è di garantire nel tempo una maggiore sostenibilità sociale ed economica anche attraverso la realizzazione di un piccolo ristorante bio-solidale.

Lo sviluppo dell’Orto solidale Tutti giù perterra sarà incrementale e basato su proposte concrete e condivise che rispondano ai bisogni reali della cittadinanza.

Video: